Dopo aver visto cosa è l’agricoltura sinergica ed i principi su cui si basa cerchiamo di capire in cosa consiste e come si realizza un orto sinergico.
Un orto sinergico è composto da bancali, zone di terra larghe circa m. 1,20 ed alte 30-50 cm, le cui sponde sono oblique, cioè se tagliassimo il bancale di traverso ci troveremmo un trapezio. Ai bancali si può dare qualsiasi forma, lineare, a spirale, a zig zag, labirinto ma con l’esperienza si è visto che sono preferibili le forme curve. I bancali sono permanenti e non andranno mai calpestati né lavorati in nessun modo perciò la scelta della forma è una fase importante. Scegli quella che ti piace di più
Rispetto ai letti rialzati, nei bancali si coltiva anche sulle sponde e così si sfruttano molto meglio lo spazio e si creano microclimi diversi: la sponda a nord più ombreggiata e fresca e quella a sud più luminosa e calda.
I bancali sono coperti sempre da una pacciamatura naturale (paglia, foglie, canne, compost, …) che protegge il terreno dal freddo, dal caldo, dall’evaporazione. La pacciamatura con il tempo si decompone, simulando la copertura vegetale di un bosco, e deve essere rimpiazzata.
E l’acqua? La pacciamatura impedisce di innaffiare a fondo quindi sotto la pacciamatura si predispone un impianto di irrigazione a goccia, due file per ogni bancale.
Una volta predisposti i bancali si semina e si trapianta rispettando alcune regole di base molto semplici:
- Devono essere sempre presenti delle leguminose che apportano azoto al terreno. Ogni stagione ha le sue leguminose: fave, piselli, fagioli, ceci, …
- Devono essere sempre presenti delle liliacee per allontanare gli insetti dannosi: aglio, cipolla, porro, scalogno, …
- Devono essere sempre presenti degli ortaggi da radice per arieggiare il terreno: ravanelli, rape, carote, …
L’agricoltura sinergica è molto diversa da quello che vediamo tutti i giorni negli orti ed è fatta soprattutto di osservazione ed attenzione alle piccole cose. Ci sarebbero tante altre cose da dire ma, dal basso delle mie conoscenze, non so se sono riuscita a trasmettere lo spirito, forse è meglio cercare di capire insieme.
P.S. l’orto nella foto è il mio ma, come si può vedere, la pacciamatura lascia molto a desiderare.
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