La pacciamatura è una pratica antichissima che consiste nel mantenere coperto il terreno, imitando quanto avviene in natura. Se fai una passeggiata in un bosco puoi notare che il terreno è sempre coperto da foglie, rami, residui di piante morte.
Come la nostra pelle, la pacciamatura protegge il terreno dalle intemperie e dagli sbalzi di temperatura, mantenendo una giusta temperatura e un idoneo tasso d’umidità.
Ma il più grande vantaggio per noi è l’eliminazione delle erbacce che, senza luce, non potranno più crescere. Eviteremo così di estirparle, rovinando la struttura del terreno, o di far soffocare le nostre piante.
Esistono tanti materiali che possono essere utilizzati per pacciamare. In teoria qualsiasi materiale messo sul terreno è una pacciamatura. Ma in un orto biologico ci assicuriamo che questo materiale sia naturale e prodotto biologicamente.
Quindi possiamo usare questi materiali:
- il compost che andrà subito ad arricchire il terreno.
- paglia
- le foglie cadute dagli alberi, facendo attenzione a non usare le foglie delle conifere (pini, abeti, ecc.), dell’eucalipto o quelle che contengono molti tannini (castagno, noce, …)
- sfalcio del prato
- le stesse erbacce estirpate (se non hanno già prodotto i semi)
- carta di giornale e cartone. Fare attenzione ad usare solo i quotidiani, il cui inchiostro non contiene piombo, ed evitare tutta la carta e cartone colorati.
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