Conoscere il proprio terreno è importante per capire quali sono le piante che vi possono crescere meglio e soprattutto per stabilire la frequenza delle innaffiature.
Per sapere con esattezza la composizione si dovrebbe fare un’analisi in un laboratorio specializzato ma a noi non serve avere informazioni precise, bastano indicazioni di massima. Per il resto usiamo l’esperienza che facciamo nell’orto osservando, toccando e prendendo in mano il terreno in varie situazioni: dopo una breve pioggia, dopo giorni e giorni di pioggia, dopo un mese di siccità e così via.
Anche se non esistono due terreni uguali possiamo suddividerli in tre tipi: sabbioso, argilloso e limoso.
Il terreno sabbioso è costituito da granelli (chi non conosce la sabbia!) di vari minerali come quarzo, calcare o granito. Un terreno sabbioso è facile da lavorare sia umido che asciutto. Può essere coltivato facilmente se contiene sufficiente materia organica ma tende a drenare l’acqua velocemente e ad asciugarsi. E con l’acqua vanno via anche gli elementi nutritivi.
Il terreno argilloso quando è bagnato è molto plastico e colloso (come l’argilla da modellare) ma quando si asciuga diventa duro come pietra. E’ composto da particelle piccolissime che si compattano lasciando poco spazio tra loro e che non lasciano passare facilmente l’acqua ma trattengono gli elementi nutritivi. E’ un terreno difficile da lavorare sia se troppo asciutto, perché è troppo duro, che se troppo bagnato, perché si attacca agli attrezzi. Deve essere alleggerito con sostanza organica per migliorare il drenaggio e aerarlo.
Il terreno limoso è una via di mezzo tra i precedenti. In genere composto da minerali e particelle organiche, ha più elementi nutritivi del suolo sabbioso e ha un drenaggio migliore di quello argilloso. Quando è asciutto è liscio al tatto e sembra sabbia scura.
Ogni terreno ha una composizione che è un misto di queste tre tipologie (a meno che non stai su una spiaggia) e quindi ogni terreno ha le sue caratteristiche ed esigenze. Come avrai notato però la “cura” comune a tutti è aggiungere materia organica. Quindi utilizziamo il compost, aggiungiamo stallatico ad inizio stagione, pacciamiamo con materiale organico e con gli anni anche il peggior terreno diventa un buon posto per le nostre piante.
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