Le erbe selvatiche commestibili

05/07/2009

Le erbe selvatiche commestibili sono una risorsa importante per un’alimentazione sana per vari motivi. Sono un concentrato di vitamine, minerali, molto più di ciò che compri negli scaffali del supermercato e molto più anche di ciò che coltivi nell’orto. Non sono frutto di selezione umana ma solo della selezione naturale e nascono spontaneamente dove le condizioni sono ottimali per la loro crescita senza forzature artificiali da parte dell’uomo il che le rende estremamente vitali. E poi sono gratis!
I posti migliori per raccogliere le erbe selvatiche sono i campi abbandonati, gli argini dei fossi, i bordi di sentieri, la macchia ed i boschi. La raccolta non sempre è semplice perché molte erbe vanno raccolte quando sono ancora piccole e tenere ed ancora si nascondono tra le altre piante. Perciò ti consiglio di osservare le piante nei vari stadi di crescita (germoglio, pianta adulta, fiore, semi) per imparare a riconoscerle facilmente anche nella vegetazione fitta. Inoltre ricorda la zona in cui hai trovato una particolare erba perché molto probabilmente l’anno successivo la ritroverai nella stessa zona.
Mentre sei in giro a raccogliere erbe ogni tanto alza lo sguardo verso l’alto ed osserva anche gli alberi perché in estate puoi scoprire alberi selvatici o abbandonati con frutti dal sapore che non ha niente a che vedere con quelli comprati.
Le parti commestibili di una pianta sono diverse: foglie, fusto, germogli, fiori, radici, tuberi e bulbi. Ma di ogni specie si mangiano solo alcune parti, non mangiare le altre.
Si raccolgono le foglie delle piante giovani, appena germogliate oppure di quelle adulte che hanno emesso i nuovi germogli laterali e comunque prima della fioritura. Con l’avanzare della maturità, infatti, la verdura diventa più dura, perde l’originario sapore e diviene amara e poco gradevole. La raccolta delle verdure si fa con l’aiuto di un coltello per tagliare i germogli o i fusti mentre i fiori li puoi staccare con le mani.
Ci sono solo alcune precauzioni da osservare quando si raccolgono le erbe selvatiche:

  • non raccogliere in zone vicino a strade trafficate o ad altre fonti di inquinamento (canali di scolo, allevamenti animali, discariche, ….)
  • non raccogliere in campi trattati con pesticidi ed erbicidi. In genere stai lontano da campi coltivati che non conosci
  • non tutte le erbe sono buone da mangiare. Alcune sono tossiche quindi non raccogliere erbe che non sei sicuro di aver riconosciuto
  • rispetta il luogo in cui le raccogli. Non raccogliere tutto lasciando il deserto dietro di te. Consenti alle piante di riprodursi, altrimenti la prossima volta cosa raccoglierai? A meno che non sia un’erbaccia del tuo orto da estirpare, raccogli solo un terzo delle piante e lascia il resto al ciclo naturale
  • poiché sono un concentrato di elementi nutritivi, inizialmente mangiane piccole quantità.

La nostra fortuna è che gran parte delle erbacce che cerchiamo di combattere nel nostro orto non sono altro che piante selvatiche commestibili. In effetti ne siamo letteralmente circondati e quando si inizia a conoscere questo mondo ci si può sentire confusi tra i vari tipi di piante che spesso sono molto simili.
Inizia con poche varietà ben riconoscibili e abbastanza diffuse e a poco a poco aggiungi altre varietà.
Per facilitare il riconoscimento periodicamente pubblicherò una scheda relativa alle piante più diffuse con informazioni dettagliate per il loro riconoscimento.

D’ora in poi prima di estirpare un’erbaccia chiediti: ma la posso mangiare?

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{ 19 commenti }

Claudia Zanucchi 20 aprile 2013 alle 11:38

Andando per erbe ho visto un bel ciuffo di un erba che non conosco, ne ho prese tre foglie e vorrei che mi diceste se è commestibile o no, e il suo nome. Grazie Vorrei mandare la foto ma come devo fare?

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Silvana 25 aprile 2013 alle 08:38

Claudia Zanucchi » Puoi iscriverti al gruppo Facebook. Oppure mandala al mio indirizzo.

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fabrizia mancuso 12 marzo 2012 alle 11:06

Ho scoperto solo adesso “un pugno di terra e un seme”. Bello e interessante!

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Silvana 12 marzo 2012 alle 11:10

fabrizia mancuso » Benvenuta Fabrizia!

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daria 10 settembre 2011 alle 10:58

Ciao! vorrei piantare la calendula nel mio giardino a scopo erboristico, dove trovo i semi di calendula? Qulcuno di voi ne ha? sono a Vietri sul mare in Campania

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Silvana 10 settembre 2011 alle 15:57

daria » La calendula è abbastanza semplice da trovare. Qualsiasi negozio che vende semi di fiori dovrebbe averla.

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VITTORIO GIACOB 16 maggio 2011 alle 21:07

GENTILMENTE VORREI,AVERE,DELLE NOTIZIE SULLA PIANTA DENOMINATA IN GERGO PIEMONTESE, BARBABLU,GRAZIE

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Silvana 16 maggio 2011 alle 21:27

VITTORIO GIACOB » Ciao Vittorio
Mi dispiace ma io non la conosco, almeno con questo nome.

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federico 19 dicembre 2012 alle 08:07

Io conosco i barbabuc o barba di becco (tragopogon pratensis)

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Marco 3 aprile 2011 alle 01:45

Non si chiama gardella ma cardella, a delle foglie allungate e ondulate con fiori gialli, solitamente la mangiano i cardellini

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marina 6 aprile 2011 alle 16:34

salve vivo in sicilia e la cardella la compro ogni settimana. un cuoco macrobiotico mi ha detto che è tarassaco.

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salvatore 12 novembre 2012 alle 07:48

Marina da me la cardella cresce in grandissima quantità,la raccolgo nei sacchi di juta.per quanto riguarda il tuo cuoco puoi benissimo dire di aggiornarsi prima di dare info sbagliate il tarassaco o Dente di leone (TARAXACUM OFFICINALE) è un’altra cosa.Siciliana se ti posso chiedere di dove.

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salvatore 12 novembre 2012 alle 09:01

SANCHUS ASPER (crespino spinoso,cicerbita,cardella) un cuoco dovrebbe sapere cosa mette nella pentola,spero di essere stato esaustivo.

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oliosi silvana 2 aprile 2011 alle 12:10

ho vissuto parecchi anni in Sicilia e li ho conosciuto e raccolto le cosidette gardelle vorrei sapere il nome esatto ,abito a verona e stamani le ho viste al mercato e costano anche parecchio ,ho viste che crescono dapertutto spuntano anche dalle mura peccato perchè non possono essere raccolte grazie Silvana

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Silvana 2 aprile 2011 alle 15:52

Dal nome non riesco a capire cosa possa essere.
Prova a descriverle.

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salvatore 12 novembre 2012 alle 07:59

Ciao Silvana si chiama Cardella,da me in Sicilia sotto il giardino di arance crescono una meraviglia in 20 minuti riepio 6 sacchi di juta,se li pagano bene possiamo aprire un canale di cardelle a Verona città magnifica,ho vissuto 16 anni a Modena e tante domeniche dedicate al caffè e vino nella tua città bellissima.

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carlo 23 dicembre 2010 alle 10:27

ho raccolto in montagna a Cortina d’Ampezzo, con un amico che conosce le erbe e piante commestibili una pianta da lui classificata con il nome di “testa di corvo”.
Sapreste indicarmi il nome esatto?

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Silvana 23 dicembre 2010 alle 14:18

Mai sentito. Potresti provare a descriverla per identificarla.

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giuseppe il siciliano 16 agosto 2013 alle 18:30

inguando lacaddedda jn siciliano è una verdura chè sipuo mangiare anche in insalata perché mia moglie conosce tutte leverdure di campagna perché leà inparato dasua mamma è io mangio verdure tutto lanno inguado andiamo anche inestate inmontagna ad andare araccogliere della cicoria lacosiddetta cardella con ifiori gialli guando è gia fiorita nonà più un buon sapore perciò è dascartare vorrei dire anche che il brodo della cicoria è un pulisce stomaco iguando come dice lamico leverdure non vanno raccolti ovungue è bisogna conoscerli perché basta un nulla per intosicarsi non raccogliete funchi se non siconoscono perché esistono sia erbe che funghi ingatatrici ciao Giuseppe……il siciliano….da Belpasso ct

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