Erbe selvatiche: il tarassaco

20/10/2009

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Taraxacum officinalis (asteracee)

Nome comune: tarassaco, soffione, dente di leone, piscialetto.

Habitat: E’ molto comune nei prati e lungo le strade fino a 2.000 mt.

Riconoscimento: È una pianta erbacea perenne, di altezza compresa tra 3 e 9 cm, che presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa una rosetta di foglie aderente al terreno. Le foglie sono allungate con l’estremità appuntita ed il margine dentato (da cui il nome di dente di leone).

Pianta tarassaco

Pianta tarassaco

Il fusto, cavo e senza peli, porta all’ apice un’infiorescenza giallo-dorata, detta capolino, composta da centinaia di fiorellini.

Infiorescenza di tarassaco

Infiorescenza di tarassaco

La fioritura avviene in primavera ma si può prolungare fino all’ autunno. Da ogni fiore si sviluppa un frutto provvisto del caratteristico ciuffo di peli bianchi (pappo) ed insieme formano il cosiddetto soffione.

Soffione

Soffione

Raccolta: non esistono piante simili pericolose e, data la sua diffusione, si può raccogliere a volontà per tutto l’anno ma d’estate è più amara. 
E’ preferibile raccogliere le foglie prima della comparsa dei fiori. Taglia il ciuffo di foglie con un coltello ben affilato a 1 cm dalla base in modo che la pianta può continuare a vivere.

Foglie di tarassaco

Foglie di tarassaco

I fiori si possono staccare con le dita o con un paio di forbici. 
Quando si tagliano foglie o il fusto la pianta può secernere una sostanza lattiginosa.

Proprietà: le foglie sono molto nutrienti. Hanno un contenuto in beta-carotene maggiore delle carote e contengono più ferro degli spinaci. Il tarassaco contiene anche vitamine B-1, B-2, B-5, B-6, B-12, C, E, P e D, biotina, inositolo, potassio, fosforo, magnesio e zinco. La radice contiene lo zucchero inulina. 
Come tutte le piante amare stimola la digestione ed è diuretica (da cui il nome piscialetto).

Impiego: sono commestibili tutte le parti della pianta:  foglie, fiori e radici.
Le foglie primaverili possono essere mangiate crude in insalata; man mano che la stagione avanza si usano cotte.
I fiori possono essere aggiunti ad insalate o fritti con una pastella. I boccioli possono essere messi sotto sale o sott’aceto.
Si può mangiare anche la radice, raccolta preferibilmente in inverno, aggiungendola alle minestre.

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