Come leggere cataloghi e bustine di semi

03/11/2009

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E’ arrivata l’ora di consultare cataloghi di semi (di carta e online) per iniziare a pensare all’orto del prossimo anno. Quest’anno vorrei coltivare varietà diverse dal solito, magari andando a scoprire quelle più adatte alle condizioni ambientali del mio orto oppure quelle che producono anche meno ma con un gusto migliore, oppure quelle con un colore particolare, oppure …
Se ci si avvicina a questo campo si possono avere tante sorprese: patate viola, pomodori zebrati, fagioli giganti.

Ma cosa devi sapere se vuoi comprare una bustina di semi? La ricchezza di informazioni che vi si trovano può confondere ed inoltre spesso si trovano immagini stilizzate di difficile comprensione. Cerchiamo di fare chiarezza e spiegare i termini più comuni.

Partiamo dall’inizio
Per leggere un catalogo di semi bisogna partire dalla prima pagina. In genere i cataloghi hanno alcune pagine di informazioni generali da cui si può capire come sono classificati i semi: per nome botanico, per nome comune, per categoria (ad esempio cavoli, lattughe). 
Se il catalogo utilizza dei simboli questi di solito vengono spiegati all’inizio del catalogo (di carta) oppure, nel caso di cataloghi online, la spiegazione può venir fornita cliccando sul simbolo.

Le parole difficili
La descrizione di una pianta spesso è fatta in maniera molto sintetica utilizzando parole che descrivono alcune caratteristiche salienti della pianta. La descrizione del prodotto da consumare (frutto, foglie, ecc.) viene fatta in termini comprensibili: polpa croccante, buccia rugosa, frutti di colore giallo, ecc.. Le parole utilizzate per descrivere le caratteristiche colturali della pianta invece sono spesso ermetiche. Consultando cataloghi o leggendo le bustine dei semi potrai incontrare i seguenti termini:

  • Vigorosa: molto spesso è un eufemismo per dire che la pianta è infestante. Attenzione a dove la si mette perché potrebbe sovrastare e soffocare le piante circostanti se coltivate troppo vicino.
  • Compatta o nana: indica una pianta che ha uno sviluppo abbastanza contenuto. Ideale per orti piccoli.
  • Portamento: indica la forma che assume la pianta e nel nostro caso può essere: eretta cioè con sviluppo verso l’alto (ad esempio il peperone), prostrato cioè con sviluppo sul terreno (ad esempio la zucca), rampicante cioè che necessita di un sostegno (ad esempio il pisello). Alle piante prostrate si può dare un sostegno per farle arrampicare (ad esempio il cetriolo) e svilupparsi meglio.
  • Precoce: indica che la pianta arriva a maturazione prima delle altre varietà. Ad esempio un pomodoro precoce matura molto prima degli altri. Queste varietà sono indicate per i luoghi con una stagione calda molto breve.
  • Tardiva: indica che la pianta arriva a maturazione dopo le altre varietà. Queste varietà sono indicate per allungare la stagione di raccolta.
  • Rustica: termine usato per descrivere le piante che resistono a temperature più fredde.
  • Resistente: questa parola ha bisogno di altri termini che specificano la particolare avversità da cui la pianta riesce a difendersi. Per cui una pianta può essere resistente ad esempio alla peronospora o alla siccità.

Ciclo di crescita
I cataloghi possono indicare anche il ciclo di crescita della pianta. Esistono tre tipi di piante:

  • Annuale: pianta che conclude il proprio ciclo di vita in una stagione, cioè partendo dal seme produce nuovi semi nel giro di una stagione e poi muore (ad esempio il pomodoro).
  • Bienniale: pianta che nel primo anno accumula energia e nel secondo anno fiorisce, produce i semi e poi muore (ad esempio la cipolla).
  • Perenne: pianta che ogni anno fiorisce e produce semi senza morire (ad esempio il carciofo).

Coltivazione
Possono essere indicate diverse informazioni relative alla coltivazione:

  • profondità di semina
  • giorni necessari per la germinazione
  • periodo di semina in semenzaio ed in pieno campo
  • periodo di trapianto a dimora
  • distanza consigliata tra le piante quando vengono messe a dimora. Spesso viene indicata con dei numeri (ad esempio 30×10) in cui il primo indica la distanza tra le file ed il secondo la distanza delle piante nella fila. In questo caso le file dovranno avere 30 cm di distanza tra di loro e le piante sulla fila una distanza di 10 cm
  • altezza media della pianta
  • giorni dalla semina alla raccolta
  • periodo di raccolta.

Le informazioni relative alle date sono valide per una situazione media italiana e quindi sono molto indicative. Devi adattare i periodi alla zona in cui è il tuo orto; perciò anticipare se stai in un posto caldo o ritardare se stai in un luogo con temperature più basse della media italiana.

Altre informazioni
Sulle buste, in genere sul retro in basso, viene indicata la germinabilità minima garantita in percentuale. Ad esempio una germinabilità del 78% indica che in media solo il 78% dei semi germineranno. Poiché la germinabilità non è mai del 100% si preferisce mettere almeno due semi in ogni buchetta.

Tutte le buste hanno una data di scadenza per legge ma non sempre i semi che hanno superato la data di scadenza sono da buttare via. Usa questi metodi per controllare la vitalità dei semi. E se non sono buoni … compost!

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