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	<title>Un pugno di terra e un seme</title>
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	<description>Inizia a coltivare un orto in giardino, sul balcone, sul terrazzo o in quell&#039;angoletto di terra</description>
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		<title>Luna o non luna?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 22:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[semina]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto]]></category>

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		<description><![CDATA[Confesso! Non so se la luna abbia qualche influenza su semine, trapianti, raccolta e tutti i lavori dell&#8217;orto. Non ho mai avuto la pazienza e la costanza di controllare date di semina, di germinazione, di fioriturae così via. Non ho mai avuto tempo per seminare in periodi diversi, con lune diverse e confrontare i risultati. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2012/03/luna-luna/" title="Permanent link to Luna o non luna?"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/Luna1-300x215.jpg" width="300" height="215" alt="Post image for Luna o non luna?" /></a>
</p><p>Confesso! Non so se la luna abbia qualche influenza su semine, trapianti, raccolta e tutti i lavori dell&#8217;orto. Non ho mai avuto la pazienza e la costanza di controllare date di semina, di germinazione, di fioriturae così via. Non ho mai avuto tempo per seminare in periodi diversi, con lune diverse e confrontare i risultati.<br />
Non potendoci dedicare tempo mi fido di chi ha fatto esperienza e parafrasando la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scommessa_di_Pascal">scommessa di Pascal</a>: se è vero meglio così, se non è vero tutto sommato non ho perso molto tempo.<br />
Quindi nella pratica rispetto le fasi lunari quando semino e quando trapianto &#8230; e basta.<br />
E voi cosa fate? Rispettate le fasi lunari anche per la raccolta, i lavori ed altro ancora? Rispettate anche i pianeti? E le effemeridi?<strong>Potrebbero interessarti:</strong>
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		<title>Pulizie di primavera</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 13:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[In pratica]]></category>
		<category><![CDATA[orto sinergico]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>

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		<description><![CDATA[Un po&#8217; per i nuovi cani che hanno semidistrutto l&#8217;orto, un po&#8217; per il lavoro, un po&#8217; per il freddo insolito, siamo alla fine dell&#8217;inverno ed il mio orto è messo abbastanza male. E&#8217; il regno del favagello che copre in pratica tutto. Le fave stentano ed i finocchi sono poco più grandi di quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2012/02/pulizie-di-primavera/" title="Permanent link to Pulizie di primavera"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/20120224_115049-300x225.jpg" width="300" height="225" alt="Post image for Pulizie di primavera" /></a>
</p><p>Un po&#8217; per i nuovi cani che hanno semidistrutto l&#8217;orto, un po&#8217; per il lavoro, un po&#8217; per il freddo insolito, siamo alla fine dell&#8217;inverno ed il mio orto è messo abbastanza male. E&#8217; il regno del favagello che copre in pratica tutto. Le fave stentano ed i finocchi sono poco più grandi di quando li ho piantati. Da oggi approfitto delle belle giornate per iniziare l&#8217;opera di pulizia e cambiare musica <img src='http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Piano piano con forbici e cesoie, tra un riposo al sole ed un gioco con il cane, sto togliendo tutte le erbacce per la prossima semina.<strong>Potrebbero interessarti:</strong>
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		<title>L&#8217;orto sinergico</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 18:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[In pratica]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sinergica]]></category>
		<category><![CDATA[orto]]></category>
		<category><![CDATA[pacciamatura]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver visto cosa è l&#8217;agricoltura sinergica ed i principi su cui si basa cerchiamo di capire in cosa consiste e come si realizza un orto sinergico. Un orto sinergico è composto da bancali, zone di terra larghe circa m. 1,20 ed alte 30-50 cm, le cui sponde sono oblique, cioè se tagliassimo il bancale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2012/02/lorto-sinergico/" title="Permanent link to L&#8217;orto sinergico"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/DSC_0079-300x199.jpg" width="300" height="199" alt="Un orto sinergico" /></a>
</p><p>Dopo aver visto cosa è l&#8217;<strong><a title="Agricoltura sinergica" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2012/02/modo-diverso-di-coltivare-lagricoltura-sinergica/">agricoltura sinergica</a></strong> ed i principi su cui si basa cerchiamo di capire in cosa consiste e come si realizza un <strong>orto sinergico</strong>.</p>
<p>Un orto sinergico è composto da bancali, zone di terra larghe circa m. 1,20 ed alte 30-50 cm, le cui sponde sono oblique, cioè se tagliassimo il bancale di traverso ci troveremmo un trapezio. Ai bancali si può dare qualsiasi forma, lineare, a spirale, a zig zag, labirinto ma con l&#8217;esperienza si è visto che sono preferibili le forme curve. I bancali sono permanenti e non andranno mai calpestati né lavorati in nessun modo perciò la scelta della forma è una fase importante. Scegli quella che ti piace di più <img src='http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Rispetto ai letti rialzati, nei bancali si coltiva anche sulle sponde e così si sfruttano molto meglio lo spazio e si creano microclimi diversi: la sponda a nord più ombreggiata e fresca e quella a sud più luminosa e calda.</p>
<p>I bancali sono coperti sempre da una <strong>pacciamatura naturale</strong> (paglia, foglie, canne, compost, &#8230;) che protegge il terreno dal freddo, dal caldo, dall&#8217;evaporazione. La pacciamatura con il tempo si decompone, simulando la copertura vegetale di un bosco, e deve essere rimpiazzata.</p>
<p>E l&#8217;acqua? La pacciamatura impedisce di innaffiare a fondo quindi sotto la pacciamatura si predispone un <strong>impianto di irrigazione a goccia</strong>, due file per ogni bancale.</p>
<p>Una volta predisposti i bancali si semina e si trapianta rispettando alcune regole di base molto semplici:</p>
<ol>
<li>Devono essere sempre presenti delle <strong>leguminose</strong> che apportano azoto al terreno. Ogni stagione ha le sue leguminose: fave, piselli, fagioli, ceci, &#8230;</li>
<li>Devono essere sempre presenti delle <strong>liliacee</strong> per allontanare gli insetti dannosi: aglio, cipolla, porro, scalogno, &#8230;</li>
<li>Devono essere sempre presenti degli ortaggi da <strong>radice</strong> per arieggiare il terreno: ravanelli, rape, carote, &#8230;</li>
</ol>
<p>L&#8217;agricoltura sinergica è molto diversa da quello che vediamo tutti i giorni negli orti ed è fatta soprattutto di osservazione ed attenzione alle piccole cose. Ci sarebbero tante altre cose da dire ma, dal basso delle mie conoscenze, non so se sono riuscita a trasmettere lo spirito, forse è meglio cercare di capire insieme.</p>
<p>P.S. l&#8217;orto nella foto è il mio ma, come si può vedere, la pacciamatura lascia molto a desiderare.<strong>Potrebbero interessarti:</strong>
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</ul>
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		<title>Un modo diverso di coltivare: l&#8217;agricoltura sinergica</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 12:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sinergica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un po&#8217; che non scrivo ma non sono stata con le mani in mano a guardar crescere broccoletti e pomodori. Ho studiato, e tanto: agricoltura naturale, agricoltura sinergica, permacultura, città di transizione, decrescita (che brutto termine ma sempre meglio di downshifting) ed altro ancora. Insomma tutti argomenti che riguardano un modo diverso di coltivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2012/02/modo-diverso-di-coltivare-lagricoltura-sinergica/" title="Permanent link to Un modo diverso di coltivare: l&#8217;agricoltura sinergica"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2012/02/Giardino-Emilia-Hazelip-300x201.jpg" width="300" height="201" alt="Il Giardino di Emilia Hazelip" /></a>
</p><p>E&#8217; un po&#8217; che non scrivo ma non sono stata con le mani in mano a guardar crescere broccoletti e pomodori. Ho studiato, e tanto: <strong>agricoltura naturale, agricoltura sinergica, permacultura, città di transizione, decrescita</strong> (che brutto termine ma sempre meglio di downshifting) ed altro ancora. Insomma tutti argomenti che riguardano un <strong>modo diverso</strong> di coltivare la terra, vivere ed essere felici.<br />
Iniziamo con l&#8217;agricoltura sinergica che è il modo più semplice ed immediato per iniziare.<br />
Cos&#8217;è un <strong>orto sinergico</strong>? Detto in due parole e in modo molto riduttivo è un orto in cui si lavora poco e si raccoglie molto, in cui le piante si ammalano poco o niente e che migliora con il passare del tempo. Troppo bello per essere vero? Vediamo di capirci qualcosa di più.</p>
<p>L’<strong><a href="http://www.agricolturasinergica.it" target="_blank">agricoltura sinergica</a></strong> è un metodo di coltivazione rivoluzionario elaborato dall’agricoltrice spagnola <strong>Emilia Hazelip</strong> adattando al clima mediterraneo i principi dell’agricoltura naturale elaborati dall’agronomo giapponese <strong>Masanobu Fukuoka</strong>.<br />
Le stesse parole di Emilia Hazelip riassumono i principi ispiratori:</p>
<blockquote><p>“<em>è la forma di coltivazione più naturale tra quelle conosciute, perché lavora con le dinamiche di fertilità naturali del suolo. In sostanza ciò significa che il suolo migliora e poi mantiene la sua fertilità se un certo numero di piante vengono piantate densamente in esso e se si usa la pacciamatura per “imitare” lo strato di foglie e compost che si forma spontaneamente in natura. Non c’è alcun bisogno d’ammendanti di nessun tipo, neanche di compost, fertilizzanti organici, polvere di roccia, preparati bio-dinamici etc. poiché il suolo, se trattato correttamente, si comporterà come il suolo naturale “selvaggio” (incolto).</em>”</p></blockquote>
<p>Per verificare le intuizioni di Fukuoka e di Emila Hazelip sono stati fatti <strong>studi microbiologici</strong>, condotti da Alan Smith, che dimostrano che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante <strong>creano suolo fertile</strong> attraverso i propri &#8220;essudati radicali&#8221;, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e la microfauna presente nel terreno. Attraverso questo metodo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende con la raccolta, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo.</p>
<p>Tutto questo si traduce in 4 principi base da seguire nella realizzazione di un orto:</p>
<ol>
<li><strong>nessuna lavorazione del suolo</strong> poiché la terra si lavora da sola attraverso la penetrazione delle radici, l’attività di microrganismi, lombrichi, insetti e piccoli animali;</li>
<li><strong>nessun concime chimico né compost</strong> preparato poiché il suolo lasciato a sé stesso conserva ed aumenta la propria fertilità;</li>
<li><strong>nessun diserbo</strong> poiché le erbe indesiderate non vanno eliminate ma controllate;</li>
<li><strong>nessuna dipendenza da prodotti chimici</strong> poiché la natura, se lasciata fare, è in equilibrio perfetto.</li>
</ol>
<p>Fin qui i principi e la teoria ma già si intuisce che è parecchio diverso da un orto tradizionale. Per farsi un&#8217;idea di cosa si tratta, nella foto in alto potete vedere l&#8217;orto di Emilia Hazelip appena avviato. E prossimamente parleremo della <a href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2012/02/lorto-sinergico/">realizzazione di un orto sinergico</a>.<strong>Potrebbero interessarti:</strong>
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		<title>Il diradamento: che strazio!</title>
		<link>http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2011/04/il-diradamento-che-strazio/</link>
		<comments>http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2011/04/il-diradamento-che-strazio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 20:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cura piante]]></category>
		<category><![CDATA[diradamento]]></category>
		<category><![CDATA[semina]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ arrivato il momento di fare una delle cose che proprio non sopporto: il diradamento delle semine. Il diradamento consiste nell’eliminazione delle piantine in eccesso. Io terrei tutte le piante senza sacrificarne nessuna ma è un operazione essenziale per garantire alle piante lo spazio necessario per la crescita e lo sviluppo prima del trapianto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2011/04/il-diradamento-che-strazio/" title="Permanent link to Il diradamento: che strazio!"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/diradamento-300x160.jpg" width="300" height="160" alt="Post image for Il diradamento: che strazio!" /></a>
</p><p>E’ arrivato il momento di fare una delle cose che proprio non sopporto: il <strong>diradamento </strong>delle semine.<br />
Il diradamento consiste nell’eliminazione delle piantine in eccesso. Io terrei tutte le piante senza sacrificarne nessuna ma è un operazione essenziale per garantire alle piante lo <strong>spazio </strong>necessario per la crescita e lo sviluppo prima del trapianto in piena terra senza dover competere per acqua, luce, nutrimento.</p>
<p>Per evitare questo supplizio uso alcuni accorgimenti:</p>
<ol>
<li> semino direttamente le piantine in <strong>contenitori singoli</strong> invece di mettere tanti semi in contenitori più grandi e poi, quando hanno fatto le prime foglie vere, spostarle nei contenitori singoli.</li>
<li>metto 2 semi <strong>al centro</strong> di ogni vasettino e non così a caso. Per i semi più piccoli (ma avete visto quanto sono piccoli i semi di camomilla o di fragola?) è abbastanza difficile ed è proprio lì che è più facile trovarsi con piantine di troppo.</li>
</ol>
<p>Di solito si mette più di un seme perché la germinabilità dei semi non è del 100% e quindi, per assicurarsi il numero di piantine che servono, si “sovrasemina”. Alla fine ci si ritrova con 2-3 piantine nello stesso posto.<br />
Il diradamento può disturbare le piante che intendiamo far rimanere quindi si deve procedere con cautela.</p>
<ul>
<li> Dirada il prima possibile. Non aspettare che le piante siano cresciute.</li>
</ul>
<ul>
<li> Innaffia per bene prima di procedure al diradamento</li>
</ul>
<ul>
<li> Scegli la piantina più robusta ed in buona salute.</li>
</ul>
<ul>
<li> Usa le forbici, o le forbicine per le piante più piccole, per tagliare alla base tutte le altre piantine. Non strapparle perché danneggeresti le radici di quella che riamane.</li>
</ul>
<p>Capita a volte che alcuni semi non germinano ed alcuni contenitori rimangono vuoti mentre altri hanno 2-3 piantine. In questo caso si possono utilizzare le piantine in eccesso per riempire i vasetti vuoti. Invece di tagliarla estraila molto ma molto delicatamente, cercando di disturbare il meno possibile la pianta che rimane, e <a href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2009/04/un-momento-delicato-il-trapianto/">trapiantala </a>nel vasetto vuoto. Innaffia subito dopo e tieni la pianta al riparo del sole per un paio di giorni.<strong>Potrebbero interessarti:</strong>
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</ul>
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		<title>Gli imprevisti della semina</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 17:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[In pratica]]></category>
		<category><![CDATA[semina]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ arrivato il tempo della semina. Abbiamo scelto i semi giusti, abbiamo preparato il terreno e i contenitori, abbiamo messo i semi con cura, abbiamo innaffiato, guardato ed aspettato ma per qualche motivo le cose sono andate storte e rischiamo di trovarci senza nulla da trapiantare. Le cause possono essere diverse: Scarsa germinabilità dei semi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2011/03/imprevisti-semina/" title="Permanent link to Gli imprevisti della semina"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/Piantina-zucchina1.jpg" width="300" height="293" alt="Piantina zucchina" /></a>
</p><p>E’ arrivato il tempo della <strong>semina</strong>. Abbiamo scelto i semi giusti, abbiamo preparato il terreno e i contenitori, abbiamo messo i semi con cura, abbiamo innaffiato, guardato ed aspettato ma per qualche motivo le cose sono andate storte e rischiamo di trovarci senza nulla da trapiantare.</p>
<p>Le cause possono essere diverse:</p>
<ul>
<li><strong>Scarsa germinabilità dei semi</strong><br />
I semi non sono eterni e potresti aver usato <strong>semi vecchi</strong>. Alcune piante, come le lattughe,  hanno dei semi con una vita molto limitata. Se li hai comprati controlla sulla busta la data di scadenza oppure prova la germinabilità seguendo <a href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2009/04/semi-buoni/">queste indicazioni</a>.<br />
I semi possono avere una scarsa germinabilità anche se sono stati conservati in cattive condizioni. Andrebbero tenuti in un luogo <strong>asciutto</strong>, <strong>tiepido </strong>e <strong>non troppo caldo</strong>. L’ideale sarebbe nel frigo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Meglio con un </strong><strong>pretrattamento</strong><br />
Alcuni piante hanno dei semi che sono proprio &#8220;difficili&#8221;, ad esempio peperoni e melanzane. Per aiutarli possiamo tenerli <strong>immersi in acqua 24 ore </strong>prima della semina oppure possiamo metterli su un pezzo di carta assorbente (scottex) bagnata ed aspettare che esca la radichetta. Non appena si intravede la piccola linguetta bianca della radice si trapiantano molto delicatamente nella terra. Anche i legumi conviene tenerli a bagno prima della semina.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Semina troppo profonda</strong><br />
Ma dove li hai messi!  <img src='http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  In genere i semi vanno messi sulla terra e ricoperti di <strong>uno strato di terra doppio</strong> rispetto alla grandezza del seme. Quindi i semi di lattuga vanno ricoperti da un sottile strato di terra mentre i semi di zucchina possono essere messi 3 cm. sotto terra.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Temperature troppo basse</strong><br />
Ogni tipo di semi ha una<strong> temperatura giusta</strong> per la germinazione. I peperoni germinano quando ci sono almeno 20° mentre i broccoli si accontentano di temperature più basse. Per poter mettere i pomodori ed altri ortaggi nell’orto ad aprile si anticipa a febbraio-marzo la semina nei vasetti ma le temperature esterne non sono ancora sufficienti per la germinazione. Se vogliamo assicurare la temperatura giusta è necessario proteggerli. Puoi tenerli in casa o in una piccola serra o proteggerli con un telo di plastica trasparente. Attenzione perché quando c’è il sole sotto la plastica o nelle serre si possono raggiungere temperature troppo elevate che “cuociono” le piantine.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Poca acqua</strong><br />
Il terreno deve essere<strong> sempre umido</strong>. Anche un solo giorno con il terreno asciutto può causare la morte delle piantine appena germogliate. Bagna la terra molto bene prima di seminare e poi bagna quotidianamente con uno spruzzino.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Troppa acqua</strong><br />
Il terreno deve essere umido ma <strong>non intriso, inzuppato di acqua</strong>. Alcune volte i semi germinano, crescono ma poi improvvisamente muoiono. Troppa acqua e scarsa circolazione d’aria facilitano lo sviluppo di funghi che uccidono le piantine e … bisogna ripartire da zero.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Poca luce</strong><br />
Se le tue piantine sono <strong>deboli, esili, alte</strong> ma riescono a mala pena a tenersi dritte è indice di luce scarsa. Non appena individui questi segnali e vedi che le piantine sono piegate in cerca di luce spostale in una posizione più soleggiata perché è un problema a cui non si può porre rimedio.</li>
</ul>
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</ul>
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		<title>Una coperta per l&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 14:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[pacciamatura]]></category>

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		<description><![CDATA[Oramai c’è rimasto poco da raccogliere e l’orto riposa fino alla primavera. E allora facciamolo riposare bene in modo che possa approfittare di questo periodo per arricchirsi ed essere pronto in primavera per le nuove semine. Devo dire che il terreno scoperto e nudo d’inverno mi fa venire freddo e tristezza. E’ difficile vedere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2010/12/coperta-linverno/" title="Permanent link to Una coperta per l&#8217;inverno"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/paglia.jpg" width="300" height="237" alt="Post image for Una coperta per l&#8217;inverno" /></a>
</p><p>Oramai c’è rimasto poco da raccogliere e l’orto <strong>riposa</strong> fino alla primavera.<br />
E allora facciamolo riposare bene in modo che possa approfittare di questo periodo per <strong>arricchirsi</strong> ed essere pronto in <strong>primavera</strong> per le nuove semine.<br />
Devo dire che il terreno scoperto e nudo d’inverno mi fa venire freddo e tristezza.<br />
E’ difficile vedere un terreno, non coltivato ed in buone condizioni, scoperto e alla mercè del freddo e delle intemperie. Naturalmente i terreni sani tendono a essere coperti di piante, di foglie morte o di altri residui organici che, oltre a coprire e difendere dal freddo e dal dilavamento delle piogge, arricchiscono il terreno di sostanza organica. Quindi osserviamo, impariamo ed imitiamo le condizioni naturali.<br />
Per proteggere il terreno e creare quel microclima che aiuta a superare in condizioni migliori l’inverno si possono utilizzare diversi metodi.</p>
<p><strong>Paglia</strong>. E’ uno dei migliori metodi di copertura e può essere utilizzata per tutto l’anno. Metti un bello strato di circa 5 centimetri su tutto. La puoi mettere anche nei passaggi tra i letti in modo da evitare di sporcarsi con il fango. Assicurati che si paglia (residui della trebbiatura dei cereali) e non fieno (erba essiccata) altrimenti in primavera germineranno tutti i semi L</p>
<p><strong>Foglie. </strong>E’ un ottimo modo per riciclare le foglie cadute dagli alberi. Usale come la paglia ma evita le foglie dei sempreverdi (agrumi, eucalipto, …) perché sono difficili da decomporre e tendono ad acidificare il terreno.</p>
<p><strong>Materiali vari. </strong>In pratica puoi usare qualsiasi materiale organico per coprire, basta che non contenga sostanze tossiche o inquinanti. E quindi: cartoni, giornali (quotidiani ma non riviste patinate), sacchi per il caffè, lana, canne trinciate, …</p>
<p><strong>Coltivazioni di copertura. </strong>Un’alternativa alla copertura con materiale “morto” è la copertura vivente. Si può seminare in autunno delle piante che copriranno il terreno durante l’inverno. In primavera, prima che siano cresciute troppo, basta tagliarle e lasciarle sul terreno o metterle nel compost. Si possono seminare ad esempio trifoglio, lupino, erba medica, ravanello, cavolo cinese, colza, senape, veccia estiva, oppure si trovano in commercio dei misti di erbe.<a href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/paglia.jpg"><br />
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		<title>Buon solstizio d&#8217;inverno all&#8217;orto</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 20:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[riposo]]></category>
		<category><![CDATA[solstizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre noi siamo in uno dei periodi più frenetici dell&#8217;anno, l&#8217;orto riposa. Poco calore, poca luce e le piante rimaste nell&#8217;orto scelgono la migliore cosa da fare: rallentare tutte le attività. Farebbe tanto bene anche a noi imitarle e prendere una pausa! E&#8217; tutto apparentemente morto. Non ci sono fiori che sbocciano, insetti che ronzano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2010/12/buon-solstizio-dinverno-allorto/" title="Permanent link to Buon solstizio d&#8217;inverno all&#8217;orto"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/newgrange_2003.jpg" width="225" height="310" alt="Solstizio d'inverno a Newgrange" /></a>
</p><p>Mentre noi siamo in uno dei periodi più frenetici dell&#8217;anno, l&#8217;orto <strong>riposa</strong>.<br />
Poco calore, poca luce e le piante rimaste nell&#8217;orto scelgono la migliore cosa da fare: <strong>rallentare </strong>tutte le attività. Farebbe tanto bene anche a noi imitarle e prendere una pausa!<br />
E&#8217; tutto apparentemente morto. Non ci sono fiori che sbocciano, insetti che ronzano, frutti che maturano, erbacce che spuntano in ogni angolo.<br />
Ma da oggi qualcosa cambia.<br />
E&#8217; il 21 dicembre, <strong>solstizio d&#8217;inverno</strong>, il giorno più corto dell&#8217;anno, il giorno con meno luce. D&#8217;ora in poi le giornate inizieranno ad allungarsi, prima di pochi secondi al giorno poi in maniera più evidente.<br />
Per me l&#8217;inverno è <strong>finito </strong> <img src='http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .<br />
Non ci resta che aspettare il caldo  <img src='http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> <strong>Potrebbero interessarti:</strong>
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</ul>
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		<title>Il mistero della raccolta delle melanzane</title>
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		<comments>http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2010/07/il-mistero-della-raccolta-delle-melanzane/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Piante]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta]]></category>

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		<description><![CDATA[La raccolta è la parte più facile e meno faticosa Si raccolgono i pomodori quando diventano rossi, l&#8216;aglio e le patate quando le foglie sono secche, i peperoni quando diventano gialli o rossi, l’insalata quando ne ho voglia. E le melanzane? Le melanzane non ci avvertono con segni evidenti che sono pronte per la raccolta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2010/07/il-mistero-della-raccolta-delle-melanzane/" title="Permanent link to Il mistero della raccolta delle melanzane"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/Raccolta-melanzane.jpg" width="300" height="267" alt="Post image for Il mistero della raccolta delle melanzane" /></a>
</p><p>La raccolta è la parte più facile e meno faticosa <img src='http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Si raccolgono i pomodori quando diventano rossi, l<a href="../2009/11/e-tempo-di-piantare-laglio/">&#8216;aglio</a> e le <a href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2009/07/quando-raccogliere-le-patate/">patate </a>quando le foglie sono secche, i peperoni quando diventano gialli o rossi, l’insalata quando ne ho voglia.<br />
E le melanzane? Le <strong>melanzane </strong>non ci avvertono con segni evidenti che sono pronte per la raccolta. Il colore è sempre lo stesso: un <strong>bel viola</strong> fin da quando iniziano a spuntare dal fiore. Solo alla fine, quando sono oramai immangiabili, diventano marroni.<br />
Se si raccolgono troppo presto sono piccole e dure e se si raccolgono troppo tardi sono amare, spugnose e piene di semi.</p>
<p>La melanzana, come la zucchina, deve essere raccolta quando i frutti sono ancora <strong>immaturi </strong>e non hanno ancora sviluppato i semi.<br />
Per capire se è il momento giusto per raccoglierle per prima cosa si deve controllare la buccia che deve essere <strong>lucida</strong>, <strong>brillante</strong>, assolutamente non opaca. Al tatto la melanzana deve essere <strong>compatta </strong>ma non dura. Se cede troppo alla pressione delle dita significa che è troppo matura, se è non cede per niente significa che è troppo presto. Comunque meglio presto che tardi.</p>
<p>Non ti aspettare di veder crescere le melanzane come quegli elefanti che trovi al supermercato. Queste sono super pompate con fertilizzanti e difficilmente le vedrai nel tuo orto.<br />
Quando hai deciso che è il momento di raccogliere è meglio tagliare con un paio di <strong>cesoie </strong>perché se provi a togliere il frutto tirando con le mani rischi di rovinare la pianta. Fai attenzione alle spine che potrebbero essere nella parte alta.</p>
<p>E poi, come al solito, provando, provando, provando si impara.<strong>Potrebbero interessarti:</strong>
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		<title>Ibridi, OGM, MAS?</title>
		<link>http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2010/06/ibridi-ogm-mas/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiacchiere]]></category>
		<category><![CDATA[ibridi]]></category>
		<category><![CDATA[impollinazione]]></category>
		<category><![CDATA[MAS]]></category>
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		<description><![CDATA[Coltivare verdure, fiori, alberi partendo da seme è una delle cose che mi piacciono di più ma scegliere le varietà da coltivare può essere un pochino complicato. Quali semi sono migliori? I semi che il vicino coltiva da anni, i semi ibridi di cui parla la pubblicità, i semi regalati dal mio amico che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2010/06/ibridi-ogm-mas/" title="Permanent link to Ibridi, OGM, MAS?"><img class="post_image alignleft" src="http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/wp-content/uploads/2010/05/Ape-che-impollina.jpg" width="300" height="225" alt="Post image for Ibridi, OGM, MAS?" /></a>
</p><p>Coltivare verdure, fiori, alberi partendo da seme è una delle cose che mi piacciono di più ma scegliere le varietà da coltivare può essere un pochino complicato. Quali semi sono migliori? I semi che il vicino coltiva da anni, i semi ibridi di cui parla la pubblicità, i semi regalati dal mio amico che ha l&#8217;orto in Olanda? E gli OGM o i nuovi MAS? Aiuto!<br />
Questi termini non sono di immediata comprensione ed inoltre toccano argomenti molto complessi e dibattuti. Armiamoci di pazienza e cerchiamo di capirci qualcosa.<br />
Le piante, come gli animali, per riprodursi devono fare in modo che il seme maschile entri in contatto con un ovulo femminile.  Gli organi riproduttivi delle piante risiedono nei fiori ed il processo per cui il <strong>polline </strong>(seme maschile) viene trasportato verso gli <strong>ovuli </strong>è chiamato <strong>impollinazione</strong>.</p>
<p><strong>Impollinazione aperta</strong><br />
Quando l’impollinazione avviene utilizzando mezzi naturali, come insetti, vento, uccelli, acqua, mammiferi, ecc., si parla di impollinazione aperta.<br />
Nel corso dei millenni l’uomo ha selezionato nuove <strong>cultivar </strong>scegliendo le piante ed i frutti con le caratteristiche migliori e conservandone i semi per la riproduzione. E così oggi coltiviamo piante molto diverse da quelle originarie e possiamo avere frutti ben più grandi e dolci di quelli selvatici, verdure più tenere e meno amare, tuberi più grossi, raccolti più abbondanti, piante più resistenti ad esmepio alla siccità e al vento.<br />
Per mantenere la varietà pura e conservare i caratteri che interessano si possono isolare fisicamente le piante per essere sicuri che queste si incroceranno solo con piante della stessa varietà. I semi di queste piante produrranno piante dalle caratteristiche uguali a quelle dei genitori, a meno della normale <strong>variabilità</strong>.<br />
Questo processo di <strong>selezione </strong>continua ad essere utilizzato da chiunque si autoproduca i semi per il proprio orto. Quando scegli le piante ed i frutti migliori selezioni una cultivar impercettibilmente diversa dalla precedente ma sempre più adatta alle particolari condizioni del tuo orto.</p>
<p><strong>Impollinazione artificiale e ibridi</strong><br />
Quando l’uomo ha compreso il meccanismo dell’impollinazione ha iniziato a sfruttarlo in maniera più scientifica per ottenere nuove varietà.<br />
Con l’impollinazione <strong>manuale e controllata</strong> si incrociano varietà diverse per avere discendenti con le caratteristiche migliori di ciascun genitore.  Questo tipo di incrocio viene chiamato <strong>ibrido</strong>. Ad esempio si può incrociare un pianta di pomodori con frutti molto grossi (varietà A) con un altra resistente alla peronospora (varietà B) per ottenere una pianta con frutti grossi e resistente alla peronospora (varietà ibrida AB).<br />
In realtà tutte le piante esistenti sono frutto di ibridazioni avvenute spontaneamente. Questi ibridi naturali però vengono sottoposti al processo di <strong>selezione naturale</strong> per cui se non sono adatti alla sopravvivenza non riescono a riprodursi e si estinguono. Se ad esempio nasce un peperone precoce che germina quando le temperature sono ancora troppo basse, questo non avrà speranze di sopravvivere. Con il tempo i caratteri si stabilizzano e rimangono solo gli incroci più adatti alle condizioni ambientali in cui l’ibrido si è sviluppato. Questo processo ha permesso di coltivare le patate in Germania e in Africa, le viti sul mare e in montagna, ecc …<br />
Le sementi ibride vendute sono prodotte da ditte specializzate che selezionano alcuni caratteri che però non sono stabilizzati. Ogni anno vengono prodotti semi  di nuove varietà ibride anche chiamate <strong>ibridi F1 </strong>(ibrido di prima generazione) o <strong>ibridi F2</strong> (ibrido di seconda generazione). Ma cosa succede se si prova ad usare i semi prodotti dagli ibridi F1? Poiché non sono varietà sottoposte a selezione e quindi non sono stabilizzate, i semi di queste piante produrranno piante che hanno caratteristiche molto <strong>variabili</strong>. Ad esempio i semi del pomodoro AB dell’esempio precedente produrranno piante con grossezza dei frutti e resistenza alla peronospora variabile tra quelli della varietà A e della varietà B, con tutte le sfumature intermedie. In pratica i risultati sono imprevedibili e per produrre i semi ibridi AB bisogna partire sempre dalle varietà A  e B ed incrociarle manualmente in ambienti protetti. Perciò ogni anno si devono comprare i semi dalle ditte produttrici.</p>
<p><strong>Organismi Geneticamente Modificati (OGM)</strong><br />
Quando la tecnologia lo ha permesso l’uomo ha iniziato a mettere le mani direttamente sui <strong>geni </strong>producendo gli OGM cioè piante (e animali, batteri, …) i cui geni sono stati modificati in laboratorio usando tecniche di ingegneria genetica molto sofisticate. Con queste tecniche si possono introdurre geni completamente <strong>estranei</strong>, sorpassando i limiti esistiti finora tra le specie ed i regni della natura. E&#8217; stato creato un mais a cui sono stati aggiunti i geni del Bacillus Thuringiensis (un batterio utilizzato come pesticida), un riso che riesce a produrre betacarotene con un gene della giunchiglia, una colza che resiste ai pesticidi, &#8230;<br />
Durante il processo di modificazione vengono inseriti dei geni “utili” a chi produce gli OGM. Ad esempio il gene che dà la fosforescenza per renderlo facilmente riconoscibile tra gli altri oppure il gene che produce alcuni antibiotici per facilitare la riproduzione in laboratorio.<br />
Inoltre le piante prodotte con queste tecniche sono brevettate cioè possono essere prodotte solo da chi ne detiene il brevetto. In pratica è vietato riutilizzare i semi, devo comprarli sempre dal produttore.</p>
<p><strong>Marker-Assisted Selection (MAS)</strong><br />
Recentemente è stata messa a punto un’altra tecnica, chiamata MAS, che, pur essendo molto sofisticata, contrariamente agli OGM rispetta la barriera tra le specie.L&#8217;uomo per creare nuove varietà può solo sperare nel caso perché non è in grado di creare <strong>variabilità</strong>. Possiamo coltivare per generazioni lo stesso pomodoro senza variazioni apprezzabili ma ad un tratto si può manifestare un carattere diverso: più scuro, più grande, più dolce. Se ci piace lo selezioniamo. Logicamente più piante coltiviamo più sono probabili le variazioni casuali. Il nostro compito finora è stato quello di osservare le piante, selezionare quelle con le caratteristiche desiderate, incrociarle e sperare che la discendenza abbia le stesse caratteristiche. Questo processo è lento perché bisogna attendere la <strong>variazione spontanea. </strong>Inoltre non tutte le caratteristiche sono visibili immediatamente, ad esempio potrei non notare che quella pianta è resistente ad un insetto se quell&#8217;anno l&#8217;insetto non è presente. Il MAS riesce ad ottenere delle nuove varietà <strong>marcando </strong>i geni di interesse e tracciandone la presenza nella discendenza. Quindi si accelera l’ibridazione e la creazione di nuove varietà.Come si inseriscono i marcatori? Non l’ho capito. Si modificano i geni? Dicono di no ma non ne sono così sicura. Benvenuto chi sa fornire qualche chiarimento.<br />
Un aspetto sicuramente positivo è che le piante ottenute con questo metodo non possono essere brevettate. Almeno per ora.<br />
<em>(vedi l&#8217;interessante commento di Matteo)</em></p>
<p>Hai capito quanto è complicato l’argomento?<br />
Inoltre le opinioni sono molto contrastanti e gli interessi economici enormi. Da una parte i produttori di semi, pesticidi e compagnia cantando, dall’altra chi mangia, in mezzo chi coltiva.<br />
Per quanto mi riguarda uso il buon senso.<br />
Ne parliamo prossimamente.<strong>Potrebbero interessarti:</strong>
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